Uruguay dopo 6 anni dalla legalizzazione, luci e ombre

L’Uruguay è stata la prima nazione americana a legalizzare l’uso ricreativo di marijuana nel non così lontano 2013 seguita pochi anni dopo da tante altre nel nord America, in primis il Canada. Ma come sono andate le cose in Uruguay in questi anni? Il bilancio è positivo o negativo? Farò una lista degli aspetti positivi e di quelli negativi e lascerò a voi il giudizio:

Aspetti positivi:

  • la legalizzazione ha ridotto il narcotraffico, indebolendo le organizzazioni criminali e di conseguenza la sicurezza pubblica è aumentata
  • il prodotto fornito dalle farmacie, dai club e dall’autocoltivazione è un prodotto più salubre e controllato
  • il consumo non sembra essere aumentato sensibilmente, solo lievemente nei maggiorenni e per nulla nei minorenni
  • lo stato ha incassato cifre non indifferenti, oltre al risparmio permesso dalla minor criminalizzazione della cannabis
  • si sono creati nuovi posti di lavoro

Aspetti negativi:

  • il narcotraffico non è scomparso, gioca ancora su un prezzo inferiore del prodotto o sulla vendita a chi non ha diritto al prodotto (minori, turisti, chi supera il limite di acquisto mensile)
  • le farmacie inizialmente hanno avuto dei problemi in quanto le banche osteggiando il mercato le hanno costrette a scegliere se rinunciare alla vendita o fare a meno della banca (almeno per il ricavato dalla vendita della cannabis)

Riguardo al primo punto negativo mi sento di suggerire che se il prodotto fosse stato vendibile legalmente anche ai turisti il fenomeno sarebbe sicuramente ridimensionato. Il secondo punto si è poi risolto quando con la legalizzazione in molti stati del nord America le banche hanno capito che avevano più convenienza a lucrare sul fenomeno che ad osteggiarlo.

Vi lascio alle vostre considerazioni e vi propongo la lettura di questo articolo per ulteriori approfondimenti

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