Le peggiori bugie che ci hanno raccontato sulla Cannabis

Sulla Cannabis è stato detto e si dirà di tutto e di più, nel bene e nel male, ma alcune menzogne portate avanti per dar credito al proibizionismo ad ora sono state smentite e sarebbe quindi il caso di rendere partecipe l’opinione pubblica della verità che ancora oggi viene offuscata da bufale e fake news vecchie di almeno un secolo. Affrontiamo quindi il tema con un elenco e una breve spiegazione per ogni voce:

  • La marijuana brucia il cervello: affermazione innanzitutto priva di ogni rigore scientifico, vuol dire tutto e niente. Molteplici studi hanno dimostrato che non solo la cannabis non danneggia il SNC ma può anche svolgere un ruolo protettivo che evita/riduce danni al cervello in determinate situazioni e patologie (Alzheimer, disturbo post traumatico da stress, epilessia, ecc..)
  • La cannabis provoca dipendenza: anche qui niente di più falso, la dipendenza fisica da questa sostanza è assente e quella psicologica è comunque molto bassa. Certo può provocare dipendenza psicologica come può farlo ogni sostanza od azione, ma proprio tutte, come scaccolarsi, mangiare un dolce a fine pasto, usare i social network, andare alla spa, bere il caffè..insomma qualsiasi cosa che una persona reputi piacevole rischia di generare questa famigerata dipendenza.
  • Non esistono le droghe leggere, la droga è droga: anche questa affermazione trova terreno fertile solo nell’ignoranza. Esistono droghe leggere che hanno un rischio scarsissimo o addirittura nullo di provocare morte, dipendenza e danni rilevanti all’organismo conseguenti al consumo nel breve e nel lungo termine. Poi esistono droghe pesanti che provocano non di rado morte per overdose, forte dipendenza, danni terribili all’organismo ed in generale il loro consumo abituale non è solitamente compatibile con una vita normale. Dire che le droghe sono tutte uguali è come dire che le armi sono tutte uguali e paragonare il coltellino svizzero alle testate nucleari.
  • Legalizzare la marijuana aumenterebbe i tossicodipendenti: affermazione smentita se non dall’ovvietà che nel caso specifico non è così immediata, almeno dalla realtà; dove la cannabis viene legalizzata diminuisce il consumo tra i minori della stessa e nella popolazione diminuisce il consumo di ogni tipo di droga e le morti correlate. Inoltre la cannabis è un’ottimo strumento per disintossicarsi come vedremo nel prossimo punto.
  • La marijuana è una droga di passaggio: una delle peggiori frottole che continuano a rimbalzare da un cranio (vuoto) all’altro. La teoria che vuole che la cannabis sia il primo gradino di una scala di droghe sempre più pesanti è smentita si dal buonsenso che dalla realtà dei fatti. Certo quasi sempre un eroinomane ha provato la cannabis prima dell’eroina, come ha anche provato il caffè, la birra, il gelato, il sesso. Ovviamente se una persona si avvicina alle droghe per fuggire dalla realtà inizia dalle sostanze più diffuse (alcool e cannabis) per poi passare a cose più forti, difficilmente uno inizia come prima esperienza con un ago nel braccio, anche perché fa una certa paura. La quasi totalità dei consumatori abituali di cannabis non passano ad altre droghe, mentre la quasi totalità dei tossicodipendenti di droghe come l’eroina ha provato nella vita qualsiasi sostanza, legale o meno, dall’alcool alla vernice, probabilmente passando anche per la cannabis ed è in questo modo che i dati si leggono ed analizzano. Inoltre la marijuana può essere usata come sostanza d’uscita dalle droghe pesanti, perché riesce a lenire di molto gli effetti spiacevoli dell’astinenza durante la disintossicazione, aumentandone le probabilità di successo
  • Se iniziamo a legalizzare la cannabis poi legalizzeremo tutto: in questo caso nella teoria allarmistica c’è del vero e non c’è nulla di preoccupante in ciò. Per lo stato l’interesse maggiore dovrebbe essere tutelare la salute ed il benessere dei cittadini. Se legalizzare le droghe e fornirle sotto controllo statale, eliminando le mafie, i tagli pericolosi ed aumentando informazione e supporto per uscire dalle tossicodipendenze è un sistema più efficace che combatterle inutilmente, perché non farlo? Se legalizzare migliora il benessere e la salute dei cittadini è criminale proibire. Nonostante ciò la legalizzazione potrebbe mettere dei paletti molto semplici, cioè legalizzare solo sostanze che non producano forte dipendenza, non portino alla morte per overdose e non siano molto pericolose per la salute pubblica. Teniamo conto che alcool e tabacco per questi parametri dovrebbero essere illegali, quindi potremmo decidere di legalizzare tutto quello che è meno pericoloso appunto degli ormai tristemente diffuso mietitori di morte, sigarette ed alcolici.
  • No allo stato spacciatore: uno slogan portato avanti dall’estrema destra nostrana che fa molto presa sugli ignoranti. Lo stato già “spaccia” sostanze (alcool, tabacco) ma anche attività (gioco d’azzardo) controllando il fenomeno e mettendoci un monopolio ed una tassazione dedicata che se non scoraggia il consumatore almeno risarcisce in parte lo stato dei costi che dovrà affrontare (per esempio curare un malato di cancro causato dal tabagismo che costa decine ed anche centinaia di migliaia di euro a persona). Quindi inserire una droga, oltretutto meno dannosa di tante altre già legali, non può certo danneggiare né l’onore né l’onere della nazione.

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