La cannabis aumenta le probabilità di successo dei trattamenti antivirali

Non è certo una notizia sconvolgente, la cannabis è sempre stata utilizzata per lenire gli effetti collaterali spiacevoli di molti trattamenti, basti pensare alla ben nota chemioterapia. Uno studio californiano su pazienti affetti da epatite ha fornito dei dati molto incoraggianti: i pazienti che univano al trattamento antivirale il consumo di cannabis avevano alla fine probabilità decisamente più alte di portare a termine il trattamento e di farlo con esito favorevole, senza ricadute, come ci racconta questo articolo in cui troverete anche le fonti degli studi per ulteriori approfondimenti. I motivi per cui questo avviene sono almeno due:

  • l’uso di cannabis rendendo più sopportabile il trattamento aumenta le probabilità che questo venga portato a termine e che venga fatto col paziente in condizioni psicofisiche migliori
  • alcuni cannabinoidi sembrano avere un’azione antivirale che potrebbe coadiuvare il lavoro dei farmaci antivirali

Nonostante lo studio si riferisca ad una patologia specifica nulla ci impedisce di pensare che un simile approccio possa avere successo anche in altre patologie. Come sempre quello che chiediamo e che vogliamo è una forte implementazione della ricerca scientifica in generale e sulla cannabis in particolare. La cannabis ha un altissimo potenziale medico, è una medicina poco costosa, facile da produrre, estremamente maneggevole e priva di effetti collaterali importanti il che la rende perfetta anche per l’associazione con altri trattamenti. Non sfruttare tutto il suo potenziale è un atto di violenza verso tutti i pazienti che potrebbero beneficiarne, chi ostacola il progresso scientifico e la ricerca sulla cannabis danneggia miliardi di malati in tutto il mondo.

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